Torba: meglio non usarla?

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A causa dei suoi effetti dannosi per l’ambiente il governo inglese scoraggia l’utilizzo della torba come fertilizzante e lancia una campagna di informazione attraverso un testimonial televisivo

NOTIZIE – Lo ammetto, mi hanno messo in crisi. Non che ne usi molta – per il mio adorato, e sudato, orto preferisco usare del compost fatto in casa, o concime di origine animale (“prodotto” in stalle locali) – ma, mea culpa, non ero a conoscenza del fatto che la torba fosse così letale per l’ambiente. Tanto dannosa che in questi giorni nel Regno Unito è partita una campagna mediatica, promossa dal Governo, per persuadere gli appassionati di giardinaggio a non usare questo tipo di fertilizzante. La sostanza, che nel paese britannico rappresenta circa il 46% del concime organico venduto (non conosco i numeri in Italia, ma forse qualche nostro attento lettore può venire in soccorso), viene usata per la maggior parte (fino al 70%) dai giardinieri “amatoriali”.

Per la campagna il governo britannico ha assoldato una vera star del giardinaggio, Diarmuid Gavin, protagonista del popolare (in UK) programma Gardeners’ World, della BBC. Gavin dovrà convincere tutti i suoi aficionado a non usare più la torba nell’orto o nel giardino. In Gran Bretagna questo tipo di operazioni mediatiche sembrano essere piuttosto fortunate, basti guardare il precedente di Jamie Oliver, il cuoco impegnato in una campagna contro l’uso di cibi industriali nelle mense scolastiche inglesi, che attraverso il suoi popolarissimi show televisivi, insegna l’educazione alimentare a genitori e figli. Forse ora il governo inglese intende ripete il colpaccio in campo ambientale.

La torba è infatti dannosa per l’ambiente per due motivi. Si tratta di un composto, in gran parte di origine vegetale, i cui componenti non sono del tutto decomposti a causa dell’acidità. Si estrae in zone tipicamente acquitrinose (in Europa principalmente Irlanda, Regno Unito e Stati Baltici), ma l’estrazione è più rapida del tempo che serve alla torba per riformarsi, da qui il danno ambientale. La torba inoltre rilascia una gran quantità di anidride carbonica nell’atmosfera.

Già nel 1999 il governo inglese aveva stabilito di scendere (entro il 2010) fino al solo 10% totale nei fertilizzanti. La risoluzione non ha però avuto gli effetti desiderati. Il governo britannico ora cerca di riparare al fallimento: Hilary Benn segretario dell’ambiente (il corrispondente di Stefania Prestigiacomo in Italia) ha annunciato ieri una nuova fase di impegno verso l’eliminazione completa entro il 2020. Gavin, lunedì scorso, era presente come testimonial all’annuncio ufficiale, tenutosi nella suggestiva cornice dei Kew Gardens, i giardini botanici reali a Londra. Benn ha anche annunciato che durante l’estate verranno tenuti numerosi incontri pubblici in cui il Governo spiegherà come intende raggiungere l’obiettivo del 2020.

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