Un impianto di irrigazione a goccia con pochi euro ed in pochi minuti

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Tempo d’estate, tempo di vacanze. Con la bella stagione dobbiamo fare molta attenzione alle nostre amate piante; in particolare a quelle che hanno una maggiore esposizione al sole rovente e che necessitano per questo una maggiore innaffiatura durante la giornata, soprattutto in quelle torride d’agosto.

Inoltre, dobbiamo porre particolare attenzione alle foglie secche e ai fiori che, per via delle alte temperature, appassiscono molto più velocemente; ricordiamoci di eliminarli in quanto possono favorire la comparsa di parassiti. Ragnetti rossi e cocciniglie non sono buoni amici delle nostre piante.

Questo maggiore bisogno di cure ovviamente mal si sposa con le nostre vacanze. Come riuscire allora ad innaffiare correttamente l’orto sul balcone e nello stesso tempo goderci le meritate ferie?

Le risposte più immediate che mi vengono in mente sono due: la prima è acquistare un impianto di irrigazione automatico, molto efficace, ma anche molto costoso e poco ecologico. La seconda è quella di suonare anche quest’anno il campanello del nostro vicino che sarà ben contento di innaffiare la nostra piccola foresta pluviale e di essere attaccato da sciami di assetate zanzare tigri per il solo gusto di compiacerci.

Ma se anche voi non siete molto propensi a queste due alternative e volete risolvere il problema in modo più creativo e green, ecco la soluzione: costruirsi un impianto di irrigazione a goccia con pochi euro ed in pochi minuti. L’idea c’è arrivata da un nostro lettore che ne ha realizzato uno per il suo balcone.

Cosa ci servirà

– un moschettone

– una tanica per liquidi con rubinetto regolabile

– alcuni metri di filo per stendere il bucato rivestito in gomma (la metratura dipenderà dalla grandezza della tanica che acquisterete)

– uno spezzone di tubo da giardinaggio di circa 10 cm di lunghezza e con uno spessore pari a quello del rubinetto della tanica.

– un tappo di sughero o di gomma dello stesso diametro dello spezzone di tubo

– due connettori per impianto a goccia (o un numero maggiore, secondo le vostre necessità)

– alcuni metri di tubo di distribuzione per impianto a goccia (anche in questo caso la metratura dipenderà dal numero di vasi da innaffiare)

I materiali

La scelta della tanica determinerà la capacità d’acqua del nostro impianto di irrigazione e conseguentemente la sua durata nel tempo. Maggiore sarà la capacità espressa in litri più saranno i giorni che l’impianto sarà in grado di innaffiare un numero più o meno elevato di piante ed ortaggi. Questi fattori influenzeranno inoltre il numero di connettori ed i metri di tubo di distribuzione da acquistare.

L’assemblaggio

1. Come prima cosa avvolgiamo diverse spire del nostro filo da bucato intorno alla tanica, creando una sorta di imbragatura, nella quale faremo passare, nella parte alta, il moschettone così da creare un gancio per appendere il nostro contenitore.

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2. Ora prendiamo lo spezzone di tubo da giardinaggio e pratichiamo nella seconda metà inferiore due fori dove andremo ad immettere i connettori dell’impianto. Inseriamo il tappo in sughero o gomma nell’estremità inferiore del tubo subito sotto ai connettori.

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Infine colleghiamo l’estremità superiore libera del tubo con il rubinetto regolabile della tanica.(Vedi foto 03 e 05)

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3. Tagliamo ora il tubo di distribuzione in due parti (o più a seconda del numero di connettori e di vasi da innaffiare), della lunghezza che ci serve per raggiungere le piante e colleghiamoli ai nostri connettori. Prima di mettere in opera il nostro nuovo impianto di innaffiatura non ci resta che praticare un piccolissimo forellino nella parte alta della tanica, in prossimità del tappo, in modo da creare un risucchio d’aria che faciliterà l’uscita dell’acqua attraverso il rubinetto.

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La messa in opera

Il nostro impianto di irrigazione a goccia è finalmente pronto e aspetta solo di essere messo in funzione. Non ci resta che riempire la tanica, posizionarla nel punto prescelto, regolare l’apertura del rubinetto in base alla quantità d’acqua necessaria alle piante ed il gioco è fatto.

Le piante avranno “da bere” e noi il nostro meritato riposo.

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